Dall’era dell’acciaio all’innovazione tecnologica: l’area su cui è stato costruito Environment Park attraversa la storia dell’economia torinese e italiana: è il primo intervento realizzato sulla Spina 3, il più grande ambito di trasformazione urbana in Europa dopo la Défense di Parigi. Un nuovo quartiere restituito alla città di Torino alla fine degli anni Novanta in seguito alla dismissione della cosiddetta “cerniera dell’acciaio”, un grande complesso industriale che ha ospitato per un secolo i big dell’industria pesante: dalla Fiat alla Michelin fino a Teksid e Officine Savigliano.

A dare il via a questo cambio di rotta, già previsto dal PRIU (Programmi di trasformazione urbana che ha attivato i fondi DOCUP della Ue) è stato proprio il progetto dell’Environment Park, un complesso realizzato con tecnologie in bioedilizia e architetture sostenibili pionieristiche per il periodo in cui sono state pensate. Oggi Environment Park, oltre a ospitare oltre 60 imprese con un totale di 600 addetti, è un acceleratore del business dell’innovazione per tutto il territorio italiano e un laboratorio en-plein air dove si possono sperimentare sul campo dimostratori di edilizia sostenibile.
Il progetto preliminare di Environment Park, firmato da Emilio Ambasz, Benedetto Camerana, Giovanni Durbiano e Luca Reinerio, è stato indirizzato a riportare alla condizione originaria di green-field quello che era stato un brown-field: da area industriale a parco destinato alla produzione “immateriale” per l’innovazione tecnologica.

Il progetto di realizzazione di Environment Park termina poi nel 2006 con la costruzione di un Centro uffici che ospita la sede della società e un’area dedicata agli eventi. Il progetto di Stefano Dotta, Alessandro Fassi e Andrea Moro ha ricavato, seguendo principi bioclimatici e di contenimento dei consumi energetici, un edificio rivestito da listelli in legno all’interno di un esoscheletro metallico delle Ferriere Fiat, ultima memoria della fabbrica che sorgeva sull’area. L’edificio è poi completato da un’area verde con una struttura semi-ipogea che ospita un’area ristorante e bar con dehor all’aperto.

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